LA SINDROME PREMESTRUALE….Ovvero, stammi lontano mi deve venire il ciclo

LA SINDROME PREMESTRUALE….Ovvero, stammi lontano mi deve venire il ciclo

“Stammi lontana, mi deve venire il ciclo!” suona un po’ come una richiesta intimidatoria o semplicemente come un richiamo che avvisa l’altro di un qualcosa che avviene dentro di noi (le donne) e che non si puo controllare. Ogni mese. Quasi tutte le donne sanno quando sta per ricominciare il ciclo, senza bisogno di prendere il calendario in mano: il gonfiore addominale, il seno che fa male, il cattivo umore…sono segni importanti….come a dire che la maggior parte delle donne in età fertile nota almeno un cambiamento emotivo, fisico o comportamentale nella settimana che precede le mestruazioni. Se tu dici ad una donna che non è nulla, che in fondo tutto questo è naturale, anzi segno rassicurante di fecondità e femminilità, si potrebbe rischiare di trovare disappunto. Non sono poi tanto le alterazioni fisiche a creare disagio, quanto quelle psicologiche. Infatti il sintomo di gran lunga più disturbante è costituito da forti sbalzi d’umore, che provocano tensione nei rapporti in famiglia e sul lavoro, sentimenti di disperazione, impotenza e completa inutilità. La domanda “Marzulliana” ci porta a chiederci: Ma come si spiega questo malessere e che rimedi ci sono?
Innanzi tutto si parla di “Sindrome premestruale”. Perché sindrome? Perché questa parola significa insieme di sintomi correlati. La definizione è stata data per la prima volta da Katherina Dalton che la definì come << la presenza di sintomi che ricorrono regolarmente nella stessa fase di ogni ciclo mestruale, seguiti da una fase asintomatica in ogni ciclo. Ma perché? Durante gli anni ottanta si credeva che la causa fosse unicamente da imputare alla semplice carenza di progesterone, l’ormone femminile che prepara l’utero alla gravidanza….di conseguenza per alleviare la sintomatologia si somministrava progesterone e la faccenda sembrava essere conclusa. In realtà successive ricerche hanno dimostrato anche l’importanza di dimensioni psicopatologiche sottostanti. Molte donne che si rivolgevano al medico di base lamentandosi della sindrome premestruale in realtà avevano già alterazioni del tono dell’umore che la sindrome con le sue alterazioni bio-chimiche aumentava e portava in superficie. A oggi se dovessimo davvero ricercare le cause potremmo appellarci sempre al nostro modello bio-psico-sociale. A livello biologico sappiamo che molte sono le modificazioni che precedono il ciclo con aumenti ed abbassamenti nel livello di varie sostanze chimiche. Probabile che il progesterone c’entri, come anche una carenza di prolattina ( un ormone ipofisario), la ritenzione di liquidi causata da squilibri ormonali o dei Sali minerali, carenza di vitamina B6e ipoglicemia. Guardando al di là della biologia, è importante prendere in considerazione anche gli aspetti psicologici, sociali e ambientali, in particolare lo stress. Se è vero che le modificazioni biochimiche ci sono, è anche vero che queste possono crescere o decrescere in funzione ai pensieri, emozioni e comportamenti della donna. Riconoscere la sintomatologia e trovare strategie efficaci per “conviverci” rappresenta il primo passo verso la cura di se. Qual è il trattamento d’elezione dei sintomi premestruali? Ancora oggi viene usato il progesterone, anche se il suo utilizzo non è condiviso da tutto il mondo medico. Spesso i sintomi della sindrome premestruale si sopportano e basta oppure è frequente l’uso di tutta una gamma di farmaci per i vari sintomi: diuretici per il gonfiore, sedativi per l’ansia, antidepressivi per la depressione. Molte sono le donne che non vogliono assumere farmaci e che cercano di aiutarsi attraverso comportamenti concreti di natura alimentare ( limitare la caffeina e lo zucchero..), svolgere le attività fisica o parlare tra loro per non sentirsi sole e condividere. Da un punto di vista psicologico è importante non sottovalutare la sintomatologia premestruale e farvi fronte non combattendola, ma tollerandola come dimensione naturale. Al tempo stesso occorre mettere in campo comportamenti di benessere individuale come la meditazione, la riduzione dello stress e tutte quelle attività che ci regalano benessere e senso di utilità. E’ importante tenere un diario in cui scrivere ciò che ci accade e ciò che sentiamo.