Disturbo Disforico Premestruale

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DISTURBO DISFORICO PREMESTRUALE…COS’E’?

E’ un disturbo che va considerato a tutti gli effetti un disturbo depressivo, distinguendosi però per il fatto di determinare sintomi psico-emotivi periodici e di durata limitata nel tempo, in concomitanza con il calo drastico di estrogeni caratteristico della fase post ovulatoria del ciclo mestruale.

Per poter stabilire che è presente un disturbo disforico premestruale, nella settimana che precede l’inizio del flusso, devono essere presenti almeno 5 sintomi distintivi, che tendono ad attenuarsi dopo l’arrivo delle mestruazioni, per scomparire pressoché completamente nella settimana successiva.

  • Marcate oscillazioni del tono dell’umore (notevole tristezza improvvisa, pianto ingiustificato, sbalzi d’umore, suscettibilità al rifiuto ecc.)
  • Marcata irritabilità o rabbia o aumento dei conflitti interpersonali
  • Umore estremamente depresso, sentimenti di disperazione e forte tendenza all’autocritica
  • Ansia e/o tensione notevoli, “nervi a fior di pelle”.

In aggiunta, devono essere contemporaneamente presenti uno o più sintomi (fino a un totale di almeno 5) tra:
– Diminuzione dell’interesse nelle attività abituali (lavoro, studio, sport, hobby, amici, famiglia ecc.).
– Difficoltà di concentrazione
– Letargia, facile affaticabilità, mancanza di energia
– Modificazione dell’appetito, tendenza a mangiare più del solito e/o forte desiderio di specifici cibi (in particolare, dolci, grassi o particolarmente gratificati)
– Aumento o diminuzione del bisogno di dormire.
– Senso di sopraffazione e di perdita di controllo sulla propria vita
– Sintomi fisici come indolenzimento e tensione al seno, dolore articolare e muscolare, sensazione di gonfiore, aumento di peso.

La combinazione di almeno 5 dei sintomi citati, di intensità disturbante, deve ripresentarsi nella maggioranza dei cicli mestruali sperimentati nell’arco di 12 mesi. Fattori culturali, sociali, economici e il livello di istruzione possono influenzare l’espressione dei diversi sintomi del disturbo disforico premestruale e renderlo più o meno invasivo nella vita quotidiana.

QUALI CAUSE?
Non ci sono cause, ma fattori di rischio come: Stress di qualunque natura (lavorativo, psicofisico, in ambito familiare ecc.), Fattori socioculturali relativi alla vita sessuale e ai rapporti uomo-donna, Ereditarietà (50% circa dei casi).

COSA FARE?

  • Intervento Psicologico Obiettivo: affrontare lo stress imposto dalle oscillazioni ormonali periodiche e migliorare l’efficacia gestionale di questi periodi.
  • Intervento Farmacologico: farmaci antidepressivi (in particolare della classe degli inibitori del recupero della serotonina, SSRI)