Disturbo Somatoforme

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DISTURBO SOMATOFORME…COS’E’?

L’esordio del disturbo somatoforme può essere spontaneo e graduale oppure legato a un fatto specifico, come una grave malattia pregressa (anche soltanto sospettata, in attesa di diagnosi) propria o di un proprio caro. Nel primo caso, il disturbo tende a persistere per tutta la vita, risultando difficile da contrastare anche con trattamenti adeguati. Nel secondo, di solito, il problema è transitorio e si risolve da solo nell’arco di pochi mesi, man a mano che si elabora e si supera l’esperienza negativa.

SINTOMI E DIAGNOSI
I sintomi fisici che possono essere lamentati da una persona con disturbo somatoforme possono essere estremamente variabili e interessare qualsiasi parte del corpo. In genere, il dolore, localizzato in una zona particolare o generalizzato, è il sintomo lamentato più spesso, da solo o insieme ad altre problematiche, mentre la prevalenza di specifiche manifestazioni è legata anche a fattori culturali e sociali dell’ambiente in cui vive il paziente. mentre la loro L’intensità del disagio provato è spesso solitamente definita “notevole”, “intollerabile”, “indescrivibile”, ma può essere anche “lieve” o “moderata”. A volte, anche sensazioni fisiche del tutto normali possono essere interpretate come manifestazioni estremamente gravi da chi soffre di disturbo da sintomi somatici.

  • mal di testa;
  • nausea e vomito;
  • gonfiore e dolore addominale;
  • diarrea o stitichezza;
  • alterazioni del ritmo cardiaco (palpitazioni e aritmie);
  • stanchezza e mancamenti;
  • crampi addominali;
  • intensi dolori di tipo mestruale;
  • perdita del desiderio sessuale;
  • disturbi urinari;
  • disfunzione erettile o problemi dell’eiaculazione;
  • sintomi neurologici (nevralgie e dolori di vario tipo, formicolii, cali di forza, alterazioni della sensibilità ecc.).

Per emettere una diagnosi di disturbo somatoforme uno o più dei sintomi citati devono essere presenti per almeno sei mesi (anche in modo non continuativo e variabili per tipologia/combinazione) e generare una considerevole preoccupazione del tutto immotivata (indagini mediche approfondite devono aver già escluso la presenza di malattie fisiche meritevoli di trattamento).

TRATTAMENTO DEL DISTURBO SOMATOFORME
Il trattamento del disturbo somatoforme, nella maggior parte dei casi, è una vera e propria sfida, spesso destinata a fallire proprio a causa delle caratteristiche della malattia. Innanzitutto, la persona interessata tende a rifiutare radicalmente l’idea che i suoi malesseri possano avere un’origine psicologica e ciò fa sì che, nella sua ricerca dello specialista capace di dargli sollievo, eviti di rivolgersi all’unico che potrebbe veramente aiutarlo: lo psichiatra. Anche quando i familiari riescono a convincerlo a sperimentare un approccio psicoterapeutico, poi, è abbastanza difficile che lo specialista riesca a costruire una relazione di fiducia con il paziente e a fargli riconsiderare l’origine e la natura dei propri malesseri in un’ottica differente.

Nei casi in cui si riesce a instaurare un dialogo franco e sereno tra medico e paziente, il primo passo della terapia sarà indirizzato a cercare di capire quali sono i fattori psicologici che hanno innescato il disturbo e ad analizzare il legame esistente tra l’andamento dei sintomi fisici e il livello di ansia e preoccupazione per la salute. L’approccio più indicato in questi casi è la psicoterapia cognitivo-comportamentale, focalizzata sull’analisi dei sintomi e sulle convinzioni che li alimentano, le cosiddette “distorsioni cognitive”. Il percorso terapeutico, di norma, non è né breve né semplice, perché la disponibilità a mettersi in discussione di questi pazienti è molto scarsa.
Purtroppo, per contrastare il disturbo somatoforme non si hanno a disposizione interventi farmacologici specifici risolutivi. Tuttavia, i farmaci antidepressivi possono risultare utili per gestire i sintomi depressivi e l’ansia che tipicamente accompagnano il disturbo, migliorando la qualità di vita generale del paziente e favorendo una migliore accettazione del percorso psicoterapeutico.