Disturbo evitante-restrittivo dell’assunzione di cibo

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DISTURBO EVITANTE-RESTRITTIVO DELL’ASSUNZIONE DI CIBO

E’ un disturbo che si manifesta attraverso il disinteresse nei confronti del cibo in generale, del rifiuto di assumere specifici alimenti a causa del sapore, dell’odore, della temperatura o della consistenza, di una dichiarata inappetenza o della preoccupazione per le conseguenze derivanti dall’assunzione di un particolare alimento o gruppo di alimenti o del cibo in generale (soffocamento, malessere gastroenterico ecc.). Per poter emettere la diagnosi di disturbo da evitamento-restrizione dell’assunzione di cibo, la difficoltà ad alimentarsi deve essere presente in modo persistente e associarsi a:

  • significativa perdita di peso o incapacità di mantenersi nei percentili di crescita previsti per età e sesso;
  • significativo deficit nutrizionale documentabile (con visita medica ed esami di laboratorio);
  • dipendenza dall’alimentazione parenterale o da supplementi nutrizionali orali;
  • marcata interferenza con il funzionamento psicosociale.

Il problema, inoltre:

  • non deve essere legato a un’effettiva mancanza di alimenti adeguati per incontrare i gusti e le esigenze nutrizionali del bambino;
  • non deve presentarsi in associazione con scelte dietetiche o ideologiche o tradizioni culturali dei genitori (veganesimo, riti religiosi ecc.);
  • non deve essere accompagnato da preoccupazioni relative al peso e/o all’aspetto corporeo (viceversa si tratterebbe di anoressia o bulimia);
  • non deve dipendere da una malattia organica, né da un altro disturbo mentale.

In genere, il disturbo insorge prima dei dieci anni (con uguale frequenza in maschi e femmine), ma può rendersi evidente dopo un lungo periodo di latenza e, in alcuni casi, persistere anche in età adulta.

QUALI CAUSE?
Bio: Presenza di Disturbi dell’Umore in famiglia.
Psico: Dipendenza, bassa autostima.
Sociale: Presenza di attaccamento iperansioso.

COSA FACCIAMO?
Trattamento miltidimensionale (Psicologa-Dietista)